ANCHE A CRANDOLA UN GRANDE FESTA PER SANT’ANTONIO ABATE

CRANDOLA – Crandola Valsassina ha celebrato con profonda partecipazione la festa di Sant’Antonio Abate, rinnovando una tradizione che unisce spiritualità, storia e vita quotidiana. Il paese si è raccolto attorno alla propria chiesa per una giornata sentita, capace di coinvolgere tutte le generazioni e di rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. Al centro della celebrazione la messa solenne, presieduta da don Bruno Maggioni, figura di riferimento per la vita pastorale dell’Alta Valsassina. Con il suo stile semplice e diretto, don Bruno ha saputo accompagnare i fedeli in una riflessione intensa sul significato di Sant’Antonio Abate, presentandolo non solo come protettore degli animali, ma come esempio di fede autentica, essenziale e radicata nella fiducia in Dio.
Nel suo messaggio, don Bruno ha invitato la comunità a riscoprire il valore delle piccole cose, della cura reciproca e del rispetto per il creato, sottolineando come la fede non sia qualcosa di astratto, ma una presenza viva che si manifesta nelle relazioni quotidiane, nel lavoro, nella famiglia e nell’attenzione verso i più fragili. Parole che hanno trovato ascolto e condivisione tra i presenti, confermando il forte legame tra il sacerdote e i suoi parrocchiani.
Uno dei momenti più attesi e partecipati è stato oltre al falò della vigilia, come da tradizione, quello della benedizione degli animali, rito che richiama il profondo legame tra la spiritualità cristiana e la vocazione rurale e montana del territorio. Un gesto semplice ma ricco di significato, che ricorda l’importanza del rispetto per ogni forma di vita e il ruolo centrale che gli animali hanno sempre avuto nella storia e nell’economia della valle.
La festa di Sant’Antonio Abate a Crandola Valsassina non è soltanto un appuntamento religioso, ma rappresenta anche un patrimonio culturale che si tramanda nel tempo. In un paese dalla lunga storia, segnato dal lavoro, dalla montagna e dalla solidarietà tra le persone, questa ricorrenza continua a essere un punto fermo dell’identità locale, capace di unire passato e presente.

Il commento che emerge al termine della giornata è chiaro: celebrazioni come questa dimostrano quanto sia ancora forte il desiderio di comunità e di condivisione. La presenza e la guida di don Bruno Maggioni contribuiscono in modo decisivo a mantenere viva questa tradizione, rendendola attuale e significativa anche per le nuove generazioni. Sant’Antonio Abate, a Crandola, resta così non solo una figura venerata, ma un simbolo di fede vissuta, di radici profonde e di speranza per il futuro.





