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NEVER AGAIN IS NOW, A SCUOLA IL GIORNO DELLA MEMORIA È PERFORMANCE VIVA

CREMENO – Un’installazione potente, un video che intreccia Shoah e tragedie del presente, uno sguardo giovane che rifiuta l’indifferenza e chiede responsabilità: è “Never Again is Now”, il progetto realizzato dai ragazzi e dalle ragazze del gruppo ARtIA della Scuola Media di Cremeno, che martedì prossimo verrà presentato alle scuole di Cremeno in occasione del Giorno della Memoria. Collocata nello spazio dell’intervallo scolastico, l’installazione si presenta come un lembo di terra fertile, prelevata dalla serra dell’istituto, attraversata però da schegge di vetro che la trafiggono come lame, richiamando la Notte dei Cristalli del 1938 e le case distrutte, i sogni infranti, le vite spezzate del popolo ebraico. Tra la terra ferita compaiono chiavi di abitazioni che non esistono più, simbolo di un ritorno impossibile e di un diritto negato, mentre piccole costruzioni di vetro, fragili e instabili, ricordano baracche e rifugi precari nati dall’odio e non dal desiderio di casa. La performance si terrà martedì 27 gennaio dalle 10:15 alle 11.

Ad accompagnare l’opera c’è un video duro e diretto, in cui le immagini della Shoah dialogano con quelle delle guerre di oggi: persone in fuga, campi di prigionia, volti di bambini che soffrono, in un parallelismo esplicito con i piccoli intrappolati nel conflitto a Gaza, vittime di un nuovo massacro.

A danzare sulle macerie è una figura simbolica, una ballerina che incarna il destino crudele e la tentazione di rendere la violenza quasi “normale”, mentre scorrono anche le immagini della nostra quotidianità, fatta di passi veloci e sguardi che non si fermano, emblema di una pericolosa indifferenza.

Il cuore del messaggio è chiaro: il filo che lega passato e presente non si è spezzato, la logica dell’odio è ancora al comando e il “Mai più” rischia di restare una formula vuota se non si traduce in consapevolezza e azione. Per questo il percorso si chiude con un gesto simbolico forte: sono gli studenti, con le loro mani giovani, a estrarre dal terreno le schegge di vetro, liberando la terra perché possa tornare a respirare e a generare vita, in un invito a trasformare la memoria in impegno concreto e a non restare in silenzio di fronte alle ingiustizie di oggi.

RedScuo