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GIORNO DELLA MEMORIA: ALLA MEDIA DI CREMENO “NEVER AGAIN IS NOW”

CREMENO – Questa mattina, nel cuore della Valsassina, la Scuola Media di Cremeno ha dato vita a un progetto potente e necessario: “Never Again Is Now”, un’installazione artistica e performativa realizzata dal gruppo ARtIA in occasione del Giorno della Memoria. L’opera non si limita a commemorare, ma interroga, scuote, e invita all’azione.

Un terreno ferito, una memoria viva

L’installazione si è sviluppata su pochi metri quadrati di terra fertile, prelevata dalla serra della scuola. Questo suolo, simbolo di futuro e appartenenza, è stato attraversato da una crepa profonda e trafitto da schegge di vetro rotto. Il riferimento alla Notte dei Cristalli del 1938 è esplicito: il vetro, materiale trasparente ma tagliente, diventa metafora di una violenza che si mostra senza maschere. Le schegge si sono aggregate in strutture fragili e instabili, evocando rifugi provvisori e baracche, luoghi che non proteggono, ma feriscono.

Chiavi perdute e case cancellate

Sparse nella terra sono comparse chiavi di case che non esistono più, distrutte dalla guerra e dalla storia. Oggetti semplici, ma carichi di significato, che richiamano le vite spezzate, le fughe forzate, le memorie cancellate. Le chiavi non aprono più porte, ma aprono interrogativi: dove sono finite le persone? Come si può costruire un futuro lontano dall’odio?

Il video: specchio tra passato e presente

A completare l’installazione, un video montato e proiettato in loop ha mostrato immagini della Shoah alternate a scene di attualità: bambini deportati, bambini vittime della guerra a Gaza, volti segnati dalla paura e dalla perdita. Il passato e il presente si sono specchiati, annullando la distanza temporale. Il messaggio è chiaro: l’odio non è finito, la violenza si ripete, e l’indifferenza continua a uccidere.

Il gesto finale: mani giovani, semi di memoria

Il momento conclusivo della performance è stato affidato agli studenti stessi. Con gesti semplici ma carichi di significato, i ragazzi hanno estratto le schegge dal terreno, liberando la terra ferita. Le loro mani sono diventate strumento di cambiamento: il dolore si è trasformato in impegno, il ricordo in consapevolezza. È il futuro che sceglie di non dimenticare, che semina pace e responsabilità.

Un’opera che non consola, ma chiama

“Never Again Is Now” non ha offerto risposte né consolazione. È un’opera che ha interrotto la routine, che ha costretto a guardare e a pensare. È un atto di responsabilità collettiva, un invito a non delegare la memoria al passato, a non rifugiarsi nell’illusione del “Mai più” come formula vuota. È un richiamo urgente alla consapevolezza, all’azione, alla scelta di non restare in silenzio.

Con questa iniziativa, la Scuola Media di Cremeno ha dimostrato che l’educazione può essere terreno fertile per la memoria attiva, per la costruzione di un futuro più giusto, consapevole e umano.

C.A.M.