SI DIMETTE IL SINDACO DI PARLASCO POMI IN CONTRASTO CON TRE CONSIGLIERI FDI

PARLASCO – È durata circa un anno e mezzo l’esperienza amministrativa del sindaco Dino Pomi, eletto alla guida del Comune il 10 giugno 2024 con la lista civica “Parlasco nel cuore”. A provocare la caduta del primo cittadino sarebbe stata la scelta di tre consiglieri vicini a Fratelli d’Italia, riconducibili al leader meloniano lecchese Zamperini, di ritirare il proprio sostegno politico e determinare così la sfiducia nei suoi confronti.
In realtà sarebbe stato lo stesso primo cittadino a forzare la mano dopo alcuni contrasti con i tre “Fratelli” (tra i quali l’ex sindaco del paese Renato Busi) e così il venir meno della maggioranza apre ora la strada allo scioglimento del consiglio e al conseguente commissariamento del municipio da parte della Prefettura, per un periodo che si preannuncia breve ma comunque destinato a traghettare il paese verso le nuove elezioni amministrative. Pomi, secondo quanto trapela dagli ambienti politici locali, sembrerebbe intenzionato a ripresentarsi già a maggio o comunque quando si terranno le nuove consultazioni, puntando a capitalizzare il consenso personale raccolto nel voto del 2024 e a riaggregare il fronte civico che lo aveva sostenuto.
Sul piano politico più ampio, la crisi di Parlasco si intreccia anche con gli equilibri della Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera. Il presidente dell’ente sovraccomunale, Fabio Canepari, è infatti assessore esterno proprio a Parlasco, ma la sua posizione a Pratobuscante non risulta al momento in discussione: il suo mandato in Comunità Montana potrà proseguire durante il regime di “prorogatio” del sindaco Pomi, mentre il terremoto politico ha investito il municipio di riferimento.
RedPol