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RUBRICA RACCONTI BESTIALI: “RONRON… ECCO A VOI LE FUSA ‘ALLA FRANCESE'”

VALSASSINA – Nuova puntata della rubrica di VN dedicata al mondo degli animali – in particolare (ma non solo) quelli che ci sono più vicini e fanno proprio parte delle nostre famiglie. RACCONTI BESTIALI è uno spazio quindicinale che ogni due settimane ci accompagna alla scoperta dei nostri amati cani, gatti e altre creature da comprendere per apprezzarle al meglio. A cura delle veterinarie Rosa Gorio ed Elisabetta Mariani.

RACCONTI BESTIALI – Ronron… ecco a voi le fusa “alla francese”

Perché il gatto fa le fusa? Soltanto il gatto fa le fusa?.. e soprattutto perché vengono emesse le fusa?

Oggi cercheremo di rispondere a queste e ad altre domande, lasciando solo momentaneamente da parte i nostri cani, che le fusa proprio non fanno. Sembra che le fusa possano essere emesse da diversi felidi e da un gruppo di piccoli carnivori, detti genette ( famiglia dei viverridi).

Non tutti i felidi però sono in grado di produrre il suono tipico che noi chiamiamo fusa: pare che i felini più grossi, appartenenti alla sottofamiglia dei panterini ( leopardi, tigri, leoni ecc), ad eccezione del leopardo delle nevi, non possano emettere fusa, a causa di una diversa ossificazione dell’osso ioide, localizzato nel collo, tra mandibola e laringe. Questi grossi “gattoni” sono però in grado di ruggire, vocalizzo più sconosciuto ai nostri gatti domestici.

Ma da dove provengono questi suoni?
Diversi sono state le ipotesi nei vari studi in proposito.
I ricercatori della scuola di medicina della Dorthmouth University hanno stabilito che le fusa sono generate da impulsi nervosi molto veloci e molto regolari che , trasmessi alla muscolatura della laringe e del diaframma, porterebbero a dilatazione e compressione rapida della glottide e alla vibrazione di alcune corde vocali accessorie.

Pare che la velocità di questi impulsi sia di 20/ 30 impulsi al secondo, ottenendo così il primato di frequenza e regolarità tra i fremiti riscontrabili nel mondo animale.

Le fusa non vengono soltanto percepite come suoni, ma soprattutto come vibrazioni, facilmente riscontrabili toccando il corpo del gatto che le emette: questo ci porta a pensare che siano una forma di comunicazione molto intima, destinata a chi vive a stretto contatto con l’animale che le emette. Da qui la spiegazione della loro origine e funzione.

I gattini, infatti, cominciano a fare le fusa pochi giorni dopo la nascita e le fanno di continuo durante la suzione del latte materno, evidenziando che la loro origine sia da ricercare nel contatto e nella relazione tra mamma e cuccioli… proprio la relazione più intima a cui possiamo pensare, sicuramente la prima per ogni mammifero.

Le fusa ricompaiono poi, nel corso della vita del gatto, durante il corteggiamento, in saluti amichevoli tra conspecifici, ma sono spesso destinate anche ai momenti di coccola con il partner umano.

Ma perché alcuni gatti fanno le fusa anche quando provano forte dolore, o addirittura in punto di morte?
Pare che la funzione delle fusa, in queste circostanze, sia di autoconsolazione e di rilassamento, anche attraverso l’azione che le fusa stesse avrebbero, nell’andare a stimolare il cervello e l’ipofisi a produrre sostanze endogene “autoconsolatrici”, quali le endorfine ( oppiodi endogeni, simili dunque a morfina e oppio).

“Mettete nella stessa stanza un gatto che fa le fusa e una manciata di ossa rotte, e le ossa guariranno” dice un antico detto popolare anglosassone, che sottolinea il potere guaritore delle fusa.

Alcuni studi eseguiti su diverse specie animali suggeriscono che basse frequenze (25-50 hz) (proprio le stesse delle fusa dei gatti) favoriscano la guarigione di fratture ossee o di lesioni tendinee e allevino il dolore.

E perché le chiamiamo fusa?
Il termine “fare le fusa” deriva proprio dal fuso, utilizzato per filare, che emetterebbe una vibrazione simile a quella del gatto in fase di rilassamento.
Noi però prediligiamo il termine alla francese, decisamente più onomatopeico “ronron” o “ronronnement” che riporta non solo alla vibrazione , ma anche alla regolarità del suono stesso.
E’ stato studiato inoltre, come, il momento di coccola intima tra referente umano e gatto, con l’aggiunta preziosa delle fusa, possa favorire nell’uomo la produzione di ossitocina, e la riduzione di cortisolo.. insomma un meraviglioso cocktail antistress, da godersi sul divano!

Dr.ssa Rosa Gorio

Presentazione delle nostre professionalità

Eccoci qui! Come quando si entra in una casa nuova sono d’obbligo le presentazioni: siamo le dottoresse Rosa Gorio, medico veterinario esperto in comportamento ed Elisabetta Mariani, biologa con indirizzo fisiologico etologico.

Entrambe siamo educatori cinofili con approccio cognitivo zooantropologico e ci occupiamo prevalentemente di cani, ma non solo.

Questa rubrica vuole raccontarvi delle curiosità sul mondo dell’animalità, ma anche sfatare miti e false credenze sulle creature grandi e piccole che popolano il nostro mondo, in particolare il nostro territorio valsassinese.

Non siamo “autoctone”, ma abbiamo scelto di vivere in Valsassina con le nostre famiglie, quindi ci perdonerete se parliamo di questo territorio come anche un po’ nostro: questa valle ci ha adottato e fatto sentire parte di questa comunità. La nostra formazione parte dall’Università perché entrambe abbiamo scelto delle facoltà che hanno come obiettivo lo studio del mondo animale e del suo benessere, pertanto il nostro percorso si è sempre arricchito di stages e specializzazioni che ci hanno portato ad avviare delle professioni con questi tipi di indirizzo.

Siamo unite, oltre che da un’amicizia decennale, anche dalla passione per la pedagogia, l’etologia e la comunicazione nel mondo animale. Il nostro approccio si differenzia dal metodo addestrativo in quanto tiene conto del mondo sistemico e del gruppo sociale a cui appartiene quell’animale, quindi per noi le modalità di intervento sono di carattere multidisciplinare.

Ci piace sognare e, in collaborazione con ATS Monza Brianza, abbiamo avviato delle serate per il conseguimento del “patentino per proprietari di cani” in modo da fornire più informazioni possibili, sostenute da persone qualificate, per fare cultura in ambito cinofilo, ma non solo. Grazie a questa opportunità, potremo arrivare a più persone e fare conoscere questo mondo e questo approccio che caratterizza le nostre professionalità e il nostro sguardo sul mondo.

Vi aspettiamo!

Dr.ssa Elisabetta Mariani

Biologa e Formatrice
Istruttrice cinofila
con approccio CZ

Dr.ssa Rosa Gorio

Medico Veterinario esperto in comportamento
Educatore cinofilo con approccio CZ

 

L’ARCHIVIO DI ‘RACCONTI BESTIALI’