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È FINITA LA PAX: LA VALANGA A PARLASCO RISCHIA DI TRAVOLGERE TUTTO E TUTTI

Com’è quella storia della valanga che nasce da un ciottolo o da un soffio di vento, ma poi finisce per travolgere tutto e tutti?

Pomi e Zamperini  

Nel nostro caso, il piccolo paese di Parlasco – poco più di 150 abitanti – potrebbe essere davvero all’origine di una slavina politica destinata a spingersi ben oltre i suoi confini comunali.

Tutto parte dal blitz di Fratelli d’Italia, che ha mandato in frantumi l’amministrazione locale. Nella maggioranza che sosteneva il sindaco Dino Pomi, 3 fratellini – a quanto si dice, ben istruiti dal ‘boss’ lecchese – hanno deciso di sfiduciare il primo cittadino. Ma lui, di certo non privo di carattere, ha ribattuto: “Sapete che c’è? Sono io che mi dimetto. E poi vediamo alle urne chi avrà davvero i numeri…”

Risultato: Comune commissariato e nuove elezioni in vista già a primavera.

DEPOTENZIATO/Il presidente Canepari

Sembra una questione di ordinaria politica municipale, e invece no. Perché dall’ormai ex giunta di Parlasco parte un effetto domino che arriva fino alla Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera. Già: lì il presidente Fabio Canepari, nominato come assessore esterno proprio a Parlasco – dove è stato “paracadutato” – si ritrova ora senza sponda. Uomo di fiducia del sottosegretario regionale Mauro Piazza, Canepari si trova in bilico, politicamente esposto a un contraccolpo non da poco. Tecnicamente, nulla cambia (o quasi): il presidente resta al suo posto anche se solo per l’ordinaria amministrazione fino al voto di rinnovo del Comune. Ma politicamente, la partita è delicatissima. Tra le varie, la C.M. sta gestendo proprio in questo periodo la “patata bollente” dell’affidamento della gestione della Sagra delle Sagre, dopo aver dato il benservito al duo Ceresa-Benedetti.

Momento difficile, tanto che in Valsassina si rincorrono le voci: “Se fossi Canepari, mi dimetterei e anch’io andrei alla conta.” Lo si sente dire spesso, in questi giorni. Ma conoscendo il temperamento pacato e misurato del presidente, è probabile che quest’ultimo scelga la via della prudenza, almeno per ora. Col rischio di essere anticipato da un secondo blitz targato FdI, magari con il ritiro dei due assessori meloniani nell’esecutivo Canepari: il premanese Giuanòn Gianola e Michael Bonazzola da Dervio. In fondo, la mazzata presa a Parlasco toglie spessore a questa presidenza, aspetto che potrebbe in qualche modo “legittimare” un’ulteriore azione dei sodali di Zampe.

Su quel fronte infatti, i “fratellini” avanzano decisi: a Prato Buscante si sono già assicurati due assessorati su quattro e sgomitano per far cambiare casacca a qualche sindaco o delegato. Nel frattempo, cresce il malumore nel campo di Piazza, che riceve colpi quotidiani dagli zamperiniani. Eppure, si tratterebbe pur sempre della cosiddetta alleanza del centrodestra…

Ma Parlasco non è l’unico fronte aperto. All’orizzonte ci sono anche le elezioni a Mandello del Lario, con la destra che si presenta divisa e rischia un caso Mariani-bis, e soprattutto a Lecco, dove – allo stato attuale – si profilano addirittura due candidati distinti: uno per la Lega e uno per Fratelli d’Italia.
Alla faccia dell’alleanza…

Tornando alla metafora iniziale, se la valanga partita in quota dovesse davvero scendere a valle, potrebbe travolgere non solo Parlasco, ma anche la C.M., Mandello e, chissà, forse persino il capoluogo di provincia. Con una definitiva spallata a favore del Gatto – che se la ride degli scazzi tra “alleati”.

VN