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OMICIDIO DI CASSINA, MIX DI FARMACI E PERCOSSE LETALE PER MARGHERITA COLOMBO

CASSINA VALSASSINA – Margherita Colombo presentava lividi su mento e mandibola e sarebbe morta per asfissia. In Corte d’Assise a Como è entrato nel vivo il processo per l’omicidio di Cassina Valsassina, avvenuto il 18 novembre di due anni. Il figlio della 73enne, Corrado Paroli, deve rispondere di omicidio volontario davanti alla Corte, presieduta dal giudice Carlo Cecchetti, e nell’udienza odierna sono stati sentiti due testi, il medico legale Luca Tajana e lo psichiatra Enrico Bessone, entrambi consulenti della Procura di Lecco.

Il primo ha ricostruito gli esito dell’autopsia su Margherita Colombo, 73enne, che sarebbe morta per asfissia, per un’azione congiunta di farmaci e azione meccanica sul suo corpo. L’anziana donna avrebbe assunto dei farmaci, tra cui il Trittico e l’Anelor trovati sul suo corpo, ma non sarebbero stati letali. Infatti sul corpo sarebbero state trovate ferite e contusioni sul volto provocate da un’azione di una persona anche attraverso l’uso di un oggetto. Il consulente avrebbe escluso la caduta accidentale. Tra le ipotesi emersi: il mix di farmaci e percosse avrebbe provocato l’asfissia e il decesso dell’anziana donna.

Invece lo psichiatra Enrico Bessone ha illustrato il quadro e la cartella sanitaria di Paroli, che aveva un disturbo depressivo per i lutti, la madre del padre e dell’ex suocero Stefano Galli, ex consigliere regionale leghista morto alcuni anni fa, finito nell’inchiesta Rimborsopoli. Parte del sontuoso matrimonio tra Corrado Paroli e la figlia di Galli, infatti, era finito tra i rimborsi regionali, quindi sarebbe stato pagato dalla collettività lombarda.
Un disturbo depressivo che ha origini lontane e avrebbe causato – secondo il consulente – un collasso psichico di Paroli.

Infine i legali di Corrado Paroli hanno avanzato un rilievo al presidente delle Corte d’Assise per rendere inutilizzabili i manoscritti e le dichiarazioni rese da Paroli dopo il risveglio dal coma. Il presidente Cecchetti scioglierà la riserva nell’udienza del 4 marzo.

RedGiu