SE QUESTO È UN BANDO. “PROCEDURA NEGOZIATA” PER 4 EVENTI: SAGRA E…

BARZIO – Si discute da lunga pezza (qui l’anticipazione dell’estate scorsa su VN) della nuova assegnazione della gestione degli eventi sull’area della Comunità Montana.
Questione “trascinata” – fin troppo – complice anche lo svuotamento degli uffici tecnici della stessa CM, tanto da rasentare ormai i tempi massimi per l’organizzazione dell’edizione 2026 della Sagra delle Sagre. Che più di qualcuno ormai dubita possa andare in scena, ad agosto di quest’anno.
Nella problematica si inseriscono alcuni aspetti assai politici. Partiamo dal primo: girava (insistentemente) voce che un ente potenzialmente interessato a rilevare l’attività della “storica” Ceresa srl fosse Lariofiere di Erba, fino a pochi mesi fa guidata da un esponente di lungo corso del centrodestra lecchese, Fabio Dadati. I bene informati davano come quasi certa la candidatura del centro fieristico a prendere in mano Sagra e altri eventi sulla piana di Barzio e Pasturo ma poi lo stesso Dadati è stato rimpiazzato al comando dell’ex Elmepe e quella possibile soluzione è sfumata. Nonostante Lariofiere avesse le carte in regola quantomeno per proporsi.
Nel frattempo, si indeboliva come detto la struttura tecnica della Comunità Montana e i mesi passavano. Valicato San Silvestro ed entrati solidamente nel nuovo anno, ecco che mentre il famosissimo “bando Sagra” non dà segni di vita, accade altro in ambito partitico: esplode il caso Canepari (Fabio), col presidente dell’ente – fedelissimo del gruppo di Mauro Piazza – nel mirino dei cugini-serpenti di Fratelli d’Italia. I quali compiono un blitz a Parlasco, Comune nel quale si giustifica la legittimità della presidenza di Canepari (nominato assessore esterno in modo da poter proseguire l’esperienza a capo della giunta in CM), sfiduciando il sindaco Pomi e di fatto segando la poltrona del barziese “paracadutato” lassù dopo le precedenti elezioni amministrative.

La situazione dunque precipita, col boss dei meloniani lecchesi Zamperini che si informa su quanto sia sostenibile normativamente la prosecuzione della carica di Canepari mentre la sua presidenza prosegue “per l’ordinaria amministrazione” – nelle more del ritorno alle urne a Parlasco.
Prima che Pratobuscante bruci (politicamente parlando), la Comunità esce con la manifestazione d’interesse chiesta agli operatori economici per Sagra & dintorni. Non un bando vero e proprio insomma, ma una “procedura negoziata” da 45mila euro/anno per tre anni – totale 135mila, significativamente “al pelo” rispetto al tetto massimo per operazioni del genere, con l’intento di trovare chi gestisca almeno quattro eventi annui. Oltre al fierone agostano, d’obbligo le tradizionali Manifestazioni Zootecniche Valsassinesi. Il tutto, con deliberazione di giunta numero 17 del 13 febbraio e successiva determinazione del Responsabile del Servizio n. 58 del 24 febbraio.
Gli eventi si svolgeranno nelle aree di proprietà dell’ente montano nella zona delle Fornaci a Barzio. La concessione riguarda “l’organizzazione complessiva comprensiva di gestione generale, allestimento degli spazi fieristici, promozione e comunicazione, coordinamento territoriale, iniziative collaterali ed eventi enogastronomici e culturali, con assunzione del rischio operativo da parte del concessionario ai sensi degli articoli 112 e seguenti del D.Lgs. 36/2023”.
Le istanze per partecipare alla procedura dovranno pervenire entro e non oltre il 3 marzo 2026. Possono presentare manifestazione di interesse “operatori economici singoli, raggruppamenti temporanei di imprese costituiti o costituendi, consorzi ordinari e altri soggetti ammessi dalla normativa vigente in materia di contratti pubblici, purché in possesso dei requisiti previsti dall’avviso”. Alla procedura negoziata saranno invitati un massimo di dieci operatori economici scelti tra quelli delle candidature pervenute, con priorità di consegna a protocollo. Tra i requisiti di partecipazione, l’operatore deve aver realizzato negli ultimi tre anni “almeno due contratti per eventi o manifestazioni analoghe con gestione, allestimento, logistica, promozione, marketing e coordinamento sicurezza”. È consentita la partecipazione in forma associata con cumulo dei requisiti economici e tecnici tra i partecipanti, fermo restando che la mandataria deve possedere la quota maggioritaria. Particolare attenzione sarà riservata alle proposte “per altri eventi stagionali da calendarizzare in periodi primaverili e invernali, preferibilmente natalizi, per incentivare la destagionalizzazione turistica”.
Ce la faranno i nostri eroi a “salvare” l’edizione ’26 della Sagra – ma soprattutto a individuare gestori seri e professionali dopo la lunga esperienza col duo Ceresa-Benedetti? E questi ultimi, parteciperanno al bando (oops: manifestazione di interesse/procedura negoziata) o resteranno a guardare, stile “Siediti lungo la riva del fiume e aspetta che…”?
Risposte non già ai posteri ma presto, anzi prestissimo: entro il 3 marzo le candidature e poi, compatibilmente con le difficoltà odierne della Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera, la fatidica assegnazione.
Forse.
RedEco
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DEL BANDO SI PARLAVA SU VN A LUGLIO 2025:
LA SAGRA DEL FUTURO, NEL ’26 CERESA SCADE. NUOVO BANDO, E LARIOFIERE…