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A CORTENOVA UN VIAGGIO NELLA STORIA: INNI E COSTITUZIONE PER I NEO 18ENNI

CORTENOVA – A Cortenova martedì sera, la Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera si è trasformata in un racconto collettivo. Una sala piena, un minuto di silenzio per un collega e amico scomparso, e poi un intreccio di musica, storia e parole che ha accompagnato la comunità in un percorso attraverso i simboli dell’Italia.

Il Gruppo Alpini di Cortenova, insieme agli Alpini di Parlasco, ha accolto i presenti con semplicità e gratitudine, ricordando il valore della presenza del grpuuo sul territorio e il suo legame con la Valsassina.

Un viaggio tra gli inni che hanno fatto l’Italia

La serata è iniziata con un viaggio musicale, quasi un atlante sonoro della storia nazionale. Un percorso narrativo che ha permesso ai più giovani di capire da dove arriva l’Inno di Mameli e quali melodie lo hanno preceduto.

“God Save the Queen/King”: l’inizio di tutto, considerato il più antico inno nazionale al mondo ancora in uso.
Il cammino è partito dall’inno che più di tutti ha segnato la tradizione europea, nato nel 1744.

“God save our gracious Queen,
Long live our noble Queen.”

Un canto semplice, immediato, che ha fatto scuola.

L’Inno Reale: la voce del Regno d’Italia
Poi è arrivato l’Inno Reale, composto da Giovanni Paisiello nel 1787, solenne e cerimoniale.

“Serbate, o Dei custodi,
il Re, la patria e il trono.”

Un linguaggio che appartiene a un’Italia diversa, ancora lontana dall’idea di una nazione unita.

L’Inno di Garibaldi: ritmo e rivoluzione
Il ritmo è cambiato con l’Inno di Garibaldi, trascinante e popolare.

“Si scopron le tombe,
si levano i morti,
i martiri nostri son tutti risorti.”

Un canto che nasceva dal popolo, non dai palazzi.

L’Inno delle Nazioni (1862): Verdi e il giovane Paese

Il viaggio ha toccato anche il 1862, quando Giuseppe Verdi compose l’Inno delle Nazioni, intrecciando tre inni europei e inserendo il Canto degli Italiani come voce di un Paese appena nato.

E infine, Mameli: un ragazzo, un canto, un Paese che nasce

Dopo questo percorso, l’Inno di Mameli è apparso nella sua luce più autentica. Un canto scritto nel 1847 da un ragazzo di vent’anni, Goffredo Mameli, e musicato da Michele Novaro. La prima versione ritrovata iniziava con “Evviva l’Italia”, un grido giovane, fresco, pieno di speranza.

È stato ricordato che l’inno non è una marcia, ma un canto patriottico: parte moderato, poi accelera in un allegro mosso. E che la sua ufficialità è arrivata solo nel 2017, dopo 170 anni.

La consegna della Costituzione ai neo-diciottenni

Poi la musica ha lasciato spazio ai volti dei ragazzi. I giovani nati nel 2008, residenti nei Comuni di Cortenova e Parlasco, sono stati chiamati uno a uno per ricevere la Costituzione della Repubblica Italiana.
Insieme alla Carta costituzionale, i giovani hanno ricevuto anche la bandiera tricolore, un gesto dal forte significato: un invito a entrare nella comunità adulta con consapevolezza e responsabilità.

I neo-diciottenni di Cortenova e Parlasco

Dall’elenco ufficiale dei residenti di Cortenova nati nel 2008 risultano:
Esposito Dennis
Acquistapace Greta
Ceppi Francesco
Acquistapace Matilde
Benedetti Andrea
Gonzales Jaramillo Laslo Benjamin

Ciresa Carlo
Calderara Aurora
Elsayed Mayar Mohamed Elshahat Abdelhamid
Acquistapace Sara
Denti Alessandro
Benedetti Matteo
Negroni Matteo
Benedetti Giacomo
Mastalli Mark

Due i ragazzi di Parlasco che hanno ricevuto la Costituzione insieme ai coetanei cortenovesi: Federico Denti e Pietro Manzoni, anch’essi nati nel 2008.

Il discorso del sindaco Galperti

Il sindaco ha parlato con un tono diretto, senza retorica. Ha ricordato che andare a votare non è solo un diritto, ma un dovere, un gesto che dà forma alla libertà e alla democrazia.

“Viviamo in un mondo dove si vedono ancora guerre.
Chi le alimenta non ha capito ciò che avrebbero voluto insegnarci i nostri alpini: vivere in unità e libertà.
Rispettare le regole non limita: protegge noi stessi e gli altri.”

Parole semplici, ma che in una sala piena di famiglie e volontari hanno trovato un’eco profonda.

Il messaggio degli Alpini e i prossimi appuntamenti

Il capogruppo Pietro Casiraghi ha ribadito l’impegno del gruppo verso i giovani e ha presentato il pieghevole con tutte le manifestazioni dell’anno.

Il presidente ha poi ricordato i prossimi appuntamenti: il 18 aprile al campo sportivo di Cortenova e una successiva iniziativa a Parlasco, sempre legata al centenario del gruppo.

Il canto finale: un inno che unisce

La serata si è chiusa con un gesto semplice e potente. Tutti i presenti si sono alzati in piedi e, insieme, hanno cantato l’Inno di Mameli. Un canto corale, spontaneo, che ha riempito la sala e ha unito generazioni diverse in un’unica voce.

Un ponte culturale tra generazioni

L’iniziativa, promossa dagli Alpini di Cortenova e Parlasco, nasce con un intento chiaro: creare un ponte culturale tra chi ha custodito per decenni i valori dell’unità, del servizio e della comunità, e chi oggi compie i primi passi nella vita adulta. Un ponte fatto di gesti, di presenza, di trasmissione.

C.A.M.