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SAGRA DELLE SAGRE, MISTERO SUI NOMI. MA I “VALSASLEAKS” PUNTANO A LECCO

BARZIO/LECCO – La scadenza del 3 marzo ha chiuso la partita delle manifestazioni di interesse per la gestione dell’area della Sagra delle Sagre (e degli altri eventi collegati) e ora la palla è ufficialmente nel campo della Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera. Non un bando classico ma una procedura negoziata triennale, che dovrà individuare chi si occuperà almeno di quattro appuntamenti: la Sagra, le Manifestazioni Zootecniche Valsassinesi e altri due eventi, uno invernale e uno primaverile.

Dagli uffici di via Fornace Merlo però, più che notizie filtrano solo rimbalzi: muro di gomma totale sui nomi dei candidati, nessuno “spiffero” ufficiale, si immagina solo che siano “tre/quattro” le proposte arrivate sul tavolo entro i termini. L’ente punta a chiudere entro inizio aprile – con l’aggiudicazione che cadrà proprio il primo giorno del mese, data che da sola basterebbe a scatenare l’ironia di mezzo territorio – ma nel frattempo la curiosità (e la tensione) cresce di giorno in giorno.

> IL TESTO COMPLETO DELL’AVVISO SCADUTO IL 3 MARZO (file Pdf)

Se dalla Comunità Montana la consegna è insomma quella del silenzio assoluto, a rompere l’ermetismo ci pensano canali più informali, soprattutto lecchesi. Secondo informazioni riservate raccolte da VN, incrociando indiscrezioni che da giorni rimbalzano in ambienti vicini ai partecipanti, si delinea infatti un primo identikit dei papabili gestori: non nomi, per ora, ma profili che cominciano ad assomigliare molto alla realtà. Voci messe in circolazione forse proprio da chi ha deciso di scendere in campo, o da chi con questi soggetti lavora già da tempo, che si rincorrono ma spesso – ed è questo il punto – finiscono per coincidere.

Tra queste, almeno tre profili sembrano emergere con maggiore insistenza:

  • un noto ristoratore con diverse attività nell’area lecchese, imprenditore ben radicato sul territorio ma senza curriculum specifico nell’organizzazione di grandi manifestazioni fieristiche;

  • un’agenzia di comunicazione e pubblicità locale che, confidando nell’esito della gara, avrebbe già avviato contatti informali e raccolta di possibili adesioni tra espositori e operatori interessati alla prossima edizione;

  • un’azienda specializzata nell’allestimento di eventi, attiva in Italia e all’estero, con sede in provincia di Lecco e un portafoglio di iniziative che spazia dalle fiere ai grandi eventi promozionali.

Tre mondi diversi, insomma, accomunati dall’idea di trasformare l’area di Pratobuscante in un palcoscenico sempre più strutturato, dove alla Sagra delle Sagre e alle manifestazioni zootecniche si affiancheranno almeno altri due eventi proposti dal futuro concessionario – uno invernale e uno primaverile – a copertura dell’intero arco dell’anno. Ed è proprio la prospettiva di una gestione unica, per quattro o cinque appuntamenti complessivi, a rendere ancora più delicata la scelta che la Comunità Montana dovrà assumere.

La data, va detto, strappa più di un sorriso: un 1° aprile che, per qualcuno, suona come un pesce d’aprile annunciato. Ma la pratica è tutto fuorché uno scherzo, perché da quella decisione dipenderà il futuro di una Sagra che negli anni ha perso smalto ma continua a catalizzare interessi economici, politici e identitari della valle, oltre allo sguardo di villeggianti e turisti. Non solo nostalgie, dunque, ma numeri, visibilità e ricadute concrete per una Valsassina che nel grande “contenitore” di Barzio vede ancora una delle sue vetrine principali. In questo quadro, il silenzio istituzionale alimenta inevitabilmente il chiacchiericcio da bar e le confidenze più o meno interessate messe in circolazione dagli “ambienti vicini” ai partecipanti, intenzionati a far pesare il proprio nome ancora prima dell’apertura delle buste. VN, nel rispetto della procedura, non pubblica i nomi ma registra un fatto: le voci che arrivano soprattutto dal capoluogo, incrociate con più di una fonte, finiscono spesso per coincidere e per delineare il terzetto di candidati-tipo che difficilmente potrà essere smentito del tutto al momento della decisione.

Resta da capire se la scelta cadrà su chi porta in dote la conoscenza della ristorazione locale ma non l’esperienza fieristica, su chi punta sulla comunicazione e sulla capacità di fare rete tra espositori, o su chi gioca la carta del know-how tecnico nell’allestimento di eventi complessi. In ogni caso, dal 1° aprile in poi, la partita della Sagra delle Sagre e delle altre manifestazioni dell’area CM non sarà più una questione solo “valsassinese”, ma sempre più legata a equilibri e interessi che guardano a tutto il territorio lecchese – e oltre.

RedEco

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COSA SONO I ‘VALSASLEAKS“:

Oltre dieci anni fa, per qualche tempo ricevemmo una serie di “leaks” (ovvero la divulgazione di dati che espongono informazioni sensibili, riservate al di fuori dell’ambiente a cui sono destinate) da parte una serie di soggetti; alcune di queste “dritte” spesso acide, altre volte divertenti, in generale comunque corrosive vennero pubblicate. Poi la vena si esaurì e con essa la rubrica.

Nel mondo, i più noti in assoluto sono i famosissimi WikiLeaks – frutto del lavoro curato da giornalisti, attivisti, scienziati, comunque cittadini di ogni parte del mondo fondato, tra gli altri, dall’attivista informatico Julian Assange, (nella foto a destra, che per questa attività è stato a lungo perseguitato dagli USA fino alla sua estradizione, la condanna, il carcere e infine un accordo con il Dipartimento della giustizia statunitense, in cui ha accettato di dichiararsi colpevole in cambio della libertà.

Roba molto più seria e rilevante delle nostre modestissime “soffiate”…

Di recente, abbiamo accumulato nuovi leaks–  comprese le dritte odierne sulla Sagra e dintorni. Sempre con la totale responsabilità degli informatori di turno,  qui rigorosamente anonimi ma i cui nominativi (è bene sottolinearlo) sono a nostra conoscenza.