DON STEFANO COMMENTA IL VANGELO DELLA DOMENICA DI LAZZARO

Guardiamo Gesù, lo vediamo fremere, piangere, commuoversi, turbarsi, gridare. E’ molto bella la sua umanità. Lo percepiamo tanto vicino. Lazzaro…cosa sappiamo di lui? Abitava in un paese da un nome curioso e significativo: casa del povero. Era amato da molti, in tanti, alla sua morte, sono accorsi a Betania per consolare le sorelle Marta e Maria, la sua casa era ospitale, era amico di Gesù e amico dei suoi amici.
Siamo un po’ come Lazzaro.
Anche noi siamo “di Betania” perché, in fondo, abitiamo la povertà. La nostra la percepiamo in molti modi.
Anche noi cerchiamo di fare il possibile per essere accoglienti, umani, gentili. Anche noi proviamo ad essere sinceramente amici di Gesù.
Anche noi segnati dalla morte. Ci attende, ci è richiamata da tante sconfitte, da tanti insuccessi, paure, fragilità, peccati.
Il Vangelo, la buona notizia per noi “Lazzaro” qual è?
Che Gesù è nostro amico. Dio è nostro amico. Gesù è molto umano, Dio è come Gesù: coinvolto dalla e nella nostra vita, ride, piange. E’ vicino.
Sa cosa è la nostra morte.
La vive: dare la vita a Lazzaro era certamente per lui come firmare una condanna a morte da parte dei suoi nemici. Vive la morte ma la vive per vincerla, per togliere dalla nostra mente e dal nostro cuore le paure che genera, le menzogne che la accompagnano. Menzogne come: tutto è vanità, la morte vince tutto, non vale la pena questo o quello perché se intanto si muore conviene pensare solo a se stessi e a questa vita.
Gesù afferma di se “io sono la risurrezione e la vita”.
E’ più forte della morte, libera dalla morte, fa risorgere e dona vita.
In merito a questo l’esperienza di Lazzaro è significativa.
Muore, è liberato dalla morte, poi morirà ancora ma la risurrezione che ha vissuto ha cambiato la sua vita. Nei giorni che hanno seguito la sua uscita dal sepolcro liberato dalle bende ha iniziato a vivere sicuramente in un modo diverso, molto più in sintonia e comunione con il suo amico Gesù ora riconosciuto come il suo Signore della vita.
Non ha visto più le cose come prima, nel suo cuore ha preso casa, al posto di tanti altri, l’assoluto dell’amore vissuto nella amicizia, nella compassione e nella condivisione. Hanno sicuramente perso fascino in lui tutte quelle cose che hanno a che fare con le tentazioni dell’avere, del potere e dell’apparire.
Lazzaro ha testimoniato con la sua nuova vita che se c’è la risurrezione e la sua verità custodita e amata è veramente tutta un’altra vita.
Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo