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SAGRA, INDISCREZIONE SHOCK: UN PARTITO HA TENTATO DI “PILOTARE” LA GARA?

VALSASLEAKS torna a colpire — e la notizia stavolta sa di polverone. Secondo fonti direttee confermate, nelle ore immediatamente precedenti la scadenza per la presentazione delle manifestazioni d’interesse relative alla prossima Sagra delle Sagre e ad altri eventi collegati, i vertici di un grosso partito avrebbero contattato un affermato organizzatore lecchese di eventi a carattere internazionale.

L’invito, raccontano più voci convergenti, sarebbe stato quello di partecipare al bando per la gestione dell’area davanti alla Comunità Montana. Un gesto che – se confermato dai riscontri che Valsasleaks sta raccogliendo – sfiora i margini della legalità, visto che la stessa forza politica ha un ruolo decisionale interno all’ente.

Il manager interpellato avrebbe risposto con un cortese ma fermo “no”, evitando così di essere coinvolto in una vicenda che, stando ai bene informati, rischia di avere strascichi sia politici che amministrativi. Resta tuttavia la questione dell’intromissione partitica: un passo falso grave, soprattutto quando si parla di procedure pubbliche e di equa concorrenza tra soggetti privati.

Insomma, nulla è trapelato ufficialmente, ma l’eco di questa mossa tardiva e poco trasparente continua a rimbalzare tra Lecco e la Valsassina.

E come sempre, Valsasleaks ascolta, verifica e racconta.

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COSA SONO I ‘VALSASLEAKS“:

Oltre dieci anni fa, per qualche tempo ricevemmo una serie di “leaks” (ovvero la divulgazione di dati che espongono informazioni sensibili, riservate al di fuori dell’ambiente a cui sono destinate) da parte una serie di soggetti; alcune di queste “dritte” spesso acide, altre volte divertenti, in generale comunque corrosive vennero pubblicate. Poi la vena si esaurì e con essa la rubrica.

Nel mondo, i più noti in assoluto sono i famosissimi WikiLeaks – frutto del lavoro curato da giornalisti, attivisti, scienziati, comunque cittadini di ogni parte del mondo fondato, tra gli altri, dall’attivista informatico Julian Assange, (nella foto a destra, che per questa attività è stato a lungo perseguitato dagli USA fino alla sua estradizione, la condanna, il carcere e infine un accordo con il Dipartimento della giustizia statunitense, in cui ha accettato di dichiararsi colpevole in cambio della libertà.

Roba molto più seria e rilevante delle nostre modestissime “soffiate”…

Di recente, abbiamo accumulato nuovi leaks – compresa la dritta odierna sulla Sagra. Sempre con la totale responsabilità degli informatori di turno,  qui rigorosamente anonimi ma i cui nominativi (è bene sottolinearlo) sono a nostra conoscenza.