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A SCUOLA TRA SVASTICHE E BESTEMMIE: INTROBIO FERITA DAL VANDALISMO

INTROBIO – La facciata della palestra delle scuole medie di Introbio è stata imbrattata con scritte volgari, simboli osceni e segni che evocano odio e ignoranza. Non c’è nulla di creativo, nulla di politico, nulla di “giovanile” in ciò che è comparso sui muri: è vandalismo puro, gratuito, codardo. Un attacco non solo a un edificio, ma al cuore educativo del paese. Colpire una scuola significa colpire un luogo che appartiene a tutti, soprattutto ai ragazzi che ogni giorno lo vivono. Trasformare un ambiente di crescita in un messaggio di degrado è un gesto che non può essere liquidato come una bravata. È un reato, ed è un segnale.

Ed è qui che la domanda diventa inevitabile: se i nostri figli arrivano a comportarsi così, forse abbiamo perso la rotta. Perché i giovani non crescono nel vuoto. Crescono dentro una comunità, dentro famiglie, dentro un paese che dovrebbe trasmettere rispetto, cura, senso del limite. Quando questi valori si indeboliscono, il risultato è quello che abbiamo visto: muri sporchi, parole vuote, gesti senza responsabilità. Non è colpa “dei giovani”. È il fallimento di un sistema educativo che coinvolge tutti: famiglie, scuola, istituzioni, adulti che troppo spesso preferiscono voltarsi dall’altra parte.

Mentre si cerca di professare una repulsione alla violenza e i comportamenti derivati da quest’ultima, ci si indigna per la guerra, per il Referendum, per ogni cosa, quello che accade a Introbio è gravoso e fuori controllo.

C.A.M.