BARZIO, CONGELATA LA TENSOSTRUTTURA ‘ABUSIVA. UFFICIALE: EDIFICIO CHIUSO

BARZIO – Il caso della tensostruttura/palazzetto polifunzionale di Barzio resta bloccato: con una delibera del 18 marzo 2026 la Giunta comunale ha deciso di differire ulteriormente la piena fruibilità della nuova struttura in via Provinciale, limitandone l’utilizzo alle sole esigenze tecniche e di gestione del patrimonio comunale.
> LA DELIBERA DI GIUNTA DATATA 18 MARZO
Nell’atto, la Giunta guidata dal sindaco Andrea Ferrari richiama il progetto di “riqualificazione dell’area tensostruttura e palazzetto comunale con le annesse aree a verde urbano”, approvato a fine 2022 e modificato nel maggio 2023, da cui è nata la nuova struttura polifunzionale a ridosso del torrente Fiumetta.
Proprio la vicinanza al corso d’acqua è al centro dell’inchiesta penale aperta dalla Procura di Lecco, che sta verificando se l’opera sia stata realizzata in violazione del divieto di edificabilità nella fascia di rispetto di 10 metri dall’alveo imposto dall’articolo 96 del R.D. 523/1904 e dal Regolamento comunale di Polizia Idraulica.
Già nell’estate 2025 uno studio idraulico e idrogeologico affidato allo studio Geosfera di Varese aveva certificato che la nuova struttura ricade almeno in parte all’interno della fascia di rispetto di 10 metri del torrente Fiumetta, appartenente al reticolo idrico minore, confermando di fatto il “pasticcio” urbanistico denunciato a più riprese. Secondo quanto emerso, una porzione del fabbricato si troverebbe addirittura a poco meno di due metri dall’alveo, ben lontano dalle distanze minime previste, con la conseguenza di imporre o costose opere di sistemazione idraulica o la revisione complessiva dell’intervento.
Per tentare di rientrare nei parametri si prevedeva di deviare il corso d’acqua di circa due metri proprio in corrispondenza del lato lungo della tensostruttura.
Si trattava di un lotto successivo del progetto elaborato sotto il mandato dell’allora sindaco Arrigoni Battaia, che già nel 2023 indicava la rettifica del sedime del torrente come “indispensabile” per rispettare almeno i 4 metri dal corso d’acqua, distanza che poi l’attuale amministrazione ha giudicato non sufficiente rispetto alle prescrizioni di polizia idraulica che impongono dieci metri.
Proprio su quella stagione amministrativa, 2019-2024, si concentra oggi l’attenzione dei magistrati: l’ex sindaco Giovanni Arrigoni Battaia è infatti indagato per la vicenda della tensostruttura, insieme all’allora responsabile dell’Ufficio tecnico comunale Silvia Nogara, al progettista e all’impresa, con l’ipotesi di un abuso legato alla scelta di edificare praticamente a ridosso del torrente. La stessa Giunta Ferrari, con due delibere del 12 gennaio 2026, ha preso atto della pendenza del procedimento penale a carico di un amministratore del precedente mandato e ha nel contempo revocato il progetto esecutivo di “manutenzione straordinaria Fiumetta”, ritenendo non conformi al Regolamento di Polizia Idraulica le soluzioni ipotizzate per lo spostamento del corso d’acqua.
Nel frattempo, il Comune ha già dovuto mettere mano al portafoglio pubblico: tra relazione geologica, consulenze legali e progettazioni per una possibile deviazione della Fiumetta, le spese aggiuntive sono salite a diverse decine di migliaia di euro, rispetto a un’opera costata oltre un milione, di cui circa 400mila euro coperti da contributi regionali. Una situazione che ha alimentato critiche politiche e ambientali, con il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” che ha parlato apertamente di rischi ambientali per un palazzetto costruito a ridosso del torrente, prendendo atto dell’apertura dell’inchiesta e chiedendo il pieno rispetto delle norme di tutela.

La nuova delibera di Giunta del 18 marzo 2026 rappresenta l’ultimo tassello di un percorso segnato da incertezze tecniche, contenziosi e indagini: l’esecutivo comunale, richiamando il principio di precauzione, evidenzia come l’utilizzo di una struttura pubblica richieda non solo la regolarità urbanistico-amministrativa, ma anche la possibilità di garantire una copertura assicurativa adeguata, oggi non scontata in presenza di un’opera potenzialmente non conforme. Per questo viene disposto il differimento della fruibilità per eventi e manifestazioni aperte al pubblico, valutando l’inibizione allo svolgimento di qualsiasi iniziativa che comporti presenza di pubblico e consentendo l’accesso solo per necessità tecniche interne.
Resta così congelata, ancora una volta, l’idea originaria di tensostruttura polifunzionale al servizio della comunità, che avrebbe dovuto ospitare eventi, manifestazioni e persino una pista di ghiaccio invernale: progetti già slittati nel 2025 proprio a causa del “nodo” irrisolto della Fiumetta. Finché non saranno individuate e approvate soluzioni tecniche e amministrative in grado di riportare l’opera nel solco delle norme – e finché non si chiariranno le eventuali responsabilità penali – il palazzetto di Barzio resterà chiuso, simbolo di un abuso edilizio contestato e di una programmazione che, sulle rive del torrente, ha fatto più acqua del previsto.
RedBar
DA VN/L’INAUGURAZIONE “ELETTORALE” DELLA STRUTTURA (giugno 2024)
