SU VN LA NUOVA RUBRICA “RACCONTAMI DI TE”: IL BAR ROMA A TACENO

TACENO – Vi presentiamo la prima puntata di “Raccontami di te“, la nuova rubrica di VN che, settimana dopo settimana, ci porta dentro le storie e i volti delle attività del territorio, osservate da vicino e raccontate con uno sguardo personale.
Ogni edizione è un piccolo viaggio: un luogo, una famiglia, un frammento di quotidianità che diventa racconto.
Per la puntata di questa settimana ci siamo fermati in pausa pranzo a Taceno, al Bar Roma, sulla strada principale che sale verso Casargo. Un luogo che, scavando un po’ nella memoria collettiva, scopriamo essere stato già cinquant’anni fa una tappa di ristoro per chi trasportava merci da Brescia a Tirano. Un punto di passaggio che, nel tempo, è diventato un punto fermo.
Oggi la gestione è nelle mani della famiglia Zambrano, una famiglia ecuadoriana che Taceno ha adottato e che oggi è perfettamente integrata nel tessuto della valle.
Entriamo, e la prima cosa che colpisce è la luce. Un ambiente semplice ma curato, dove ogni dettaglio racconta una cura metodica e familiare. Ad accoglierci c’è Lorena, la figlia più grande, che ci accompagna in un angolo tranquillo e luminoso. Passano pochi secondi e arriva la nipote, pronta a elencare i piatti del giorno: pizzoccheri e pasta al salmone. Ovviamente scegliamo la specialità del posto, giusto per mettere alla prova la “super nonna” ecuadoriana. Prova inutile: in cucina si muove con una sicurezza che parla da sola.
Mentre aspettiamo il primo, ci sediamo a mangiare insieme a Jonny, il supernonno. È un momento semplice, ma prezioso: seduti allo stesso tavolo, tra un boccone e l’altro, la sua storia prende forma con naturalezza. Oltre a dare una mano nel locale come tutti gli altri, lavora come muratore con partita IVA, spesso affiancato da José, uno dei suoi due figli maschi.
Oggi José non c’è, ma il suo contributo è parte fondamentale della storia familiare.
Parlando della sua famiglia, Jonny mi racconta che sono sei figli: quattro femmine e due maschi. Una famiglia grande, unita, dove ognuno porta un pezzo di sé dentro il locale. “Siamo tutti dentro questa storia,” mi dice, “ognuno con il suo carattere, ognuno con il suo modo di esserci.”
Non serve aggiungere altro: è la famiglia, ed è questo che conta.
Jonny continua a raccontare: tra il 2002 e il 2003 lui e la moglie arrivano a Milano; nel 2004 si trasferiscono a Taceno; nel 2005 riescono finalmente a portare qui anche i figli. Mentre parla, sorride con quella serenità di chi ha imparato a vivere con filosofia. Il mantra del locale lo riassume bene:
“Nessuno rimane arrabbiato qui dentro. È uno spreco di energia: con quella energia si risolvono i problemi.”
Tra il primo e il secondo, la sala si riempie di lavoratori. È un via vai rapido, ordinato, familiare. Quando il tempo è poco e si vuole mangiare bene, questo posto è diventato un’istituzione.
Riusciamo a raggiungere Edita, la super nonna, in cucina. Tra padelle più grandi di lei, muove le mani con la naturalezza di chi cucina per amore, non per mestiere. È una mamma che nutre, non solo una cuoca. Non può allontanarsi troppo, quindi torniamo in sala schivando Kevin, l’altro figlio maschio. “È il più composto”, ci spiega Jonny, “ha un carattere rigido, ma in sala spicca per impegno e velocità”. Negli occhi del padre si legge un orgoglio limpido quando parla dei suoi figli, dal primo all’ultimo.
Jonny racconta che grazie all’amore della sua famiglia e al sostegno della comunità di Taceno — e persino di tutta la Valsassina — sono riusciti a mescolare gli ingredienti giusti per avviare questa attività. Arriva il secondo, e l’argomento si sposta sul pesce. “Vengono anche da Esino per mangiarlo”, dice con un sorriso che è metà soddisfazione, metà gratitudine.
Infine, dopo il caffè che chiude il pranzo, incontriamo Lourdes, una delle figlie. Una giovane donna dal passo rapido e dallo sguardo deciso, “super mamma” di quattro bambini, che si muove tra i tavoli con la naturalezza di chi è cresciuta dentro questa attività.
Mi racconta che ogni tanto organizzano serate a tema, momenti in cui la loro identità emerge ancora più chiaramente. “Qui ci sentiamo a casa,” dice, “e quando cuciniamo, vogliamo che si senta anche questo.”
Lourdes è la prova vivente che il Bar Roma non è solo un locale: è una casa che continua a crescere, generazione dopo generazione.
Il Bar Roma è un intreccio di radici lontane e radici nuove, di tradizioni valtellinesi e mani ecuadoriane, di lavoro, fede e comunità. Un luogo dove la cucina è un ponte tra culture e la sala è un abbraccio quotidiano. Un posto dove, davvero, nessuno rimane arrabbiato.
Se anche tu hai una storia da raccontare dietro la tua attività, scrivici alla mail info@valsassinanews.com per maggiori informazioni.
C.A.M.


