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AVVOCATO LIGAS, LA SERIE SKY METTE (UN PO’) “ALLA PROVA” LA VALSASSINA

VALSASSINA – Nella nuova serie Sky “Avvocato Ligas”, legal drama con Luca Argentero ambientato principalmente a Milano, una parte della seconda puntata porta la vicenda in Valsassina, tra Barzio e la strada che da Ballabio sale verso Morterone. Alcune battute e situazioni, però, tratteggiano l’altopiano come una sorta di periferia punitiva, “provincia dove si va a marcire”, con locali che chiudono già alle 22.30, suscitando più di un’alzata di sopracciglio tra chi in Valle ci vive davvero.

In uno spezzone, infatti, viene ricostruita la storia del trasferimento “punitivo” di un poliziotto da Milano a un ipotetico commissariato a Barzio per il quale scatta il proverbiale trasloco in provincia. “Tipo punizione?” viene chiesto In una scena; in un’altra si sottolinea come il trasferimento fosse vissuto dal protagonista come un’ingiustizia: “Arrabbiato o no, era dispiaciuto. Lo viveva come un’ingiustizia”.

La percezione di “castigo” si intreccia con il modo in cui viene raccontata la quotidianità notturna dell’Altopiano: in un locale, il titolare annuncia la chiusura mentre i protagonisti stanno ancora giocando a biliardo. “Signori, stiamo chiudendo”. “Chiude alle 22:30?”. “Beh, di solito a quest’ora siamo chiusi già da un pezzo”, è lo scambio, chiuso da una battuta amara: “Ecco un buon motivo per farla finita”. Frasi che, prese alla lettera, dipingono la Valsassina come un luogo sonnolento, dove la sera finisce prima ancora di cominciare.

Al netto di queste rappresentazioni, “Avvocato Ligas” resta una serie molto ben costruita: sei episodi di legal drama Sky Original, tratti dai romanzi di Gianluca Ferraris, che puntano su ritmo, scrittura e sulla forte caratterizzazione del protagonista Lorenzo Ligas, avvocato penalista milanese geniale e controverso. L’ambientazione principale resta il capoluogo lombardo, tra Palazzo di Giustizia, lo studio in zona San Babila e i quartieri simbolo della città, con una Milano raccontata come scenario elegante e contraddittorio delle vicende professionali e private del protagonista.

Il set allestito a Barzio (2025)

La scelta della Valsassina – con Barzio, Palazzo Manzoni e un tratto della Provinciale Ballabio–Morterone – appare soprattutto dettata da esigenze logistiche e scenografiche. Si tratta di location di montagna molto vicine a Milano, dal forte impatto visivo, che consentono alla produzione di cambiare ambientazione senza stravolgere l’organizzazione del set e mantenendo i tempi stretti di una grande fiction nazionale. In questo senso, più che un bersaglio polemico, la Valle viene utilizzata come “tipo ideale” di montagna di provincia: un paesaggio che, volendo, potrebbe trovarsi in altre province lombarde o in altre regioni italiane.

BISIO A BARZIO 2Vale la pena ricordare che, al di là delle battute sui locali che chiudono presto o sull’idea di “andare a marcire in provincia”, la Valsassina continua a essere un set molto ricercato per cinema e televisione.

Barzio e la strada di Morterone sono già stati scelti in passato da altre produzioni [vedi qui il set di Bisio e Matano in piazza Garibaldi], proprio per la capacità di offrire scorci riconoscibili e un’atmosfera montana autentica a un passo dalla metropoli, e difficilmente una singola scena potrà scalfire l’immagine di una Valle che negli ultimi anni ha saputo valorizzare sempre più il proprio ruolo di “quinta scenografica” naturale.

RedBar

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