VIA CRUCIS BIMBI E RAGAZZI A PREMANA, MOMENTO SENTITO E PARTECIPATO

PREMANA – A Premana la Via Crucis dei bambini e dei ragazzi è diventata uno dei momenti più intensi e partecipati della Quaresima. Guidata dal parroco don Matteo Albani, la celebrazione ha saputo unire tradizione, linguaggio semplice e coinvolgente, e una forte attenzione educativa, trasformando il cammino verso la Pasqua in un’esperienza viva, comprensibile e profondamente sentita anche dai più piccoli. Fin dal ritrovo l’atmosfera era quella delle grandi occasioni: famiglie, catechisti, educatori dell’oratorio e un lungo serpentone di bambini e ragazzi, molti con in mano un piccolo segno preparato durante gli incontri di catechesi.
Don Matteo ha aperto il cammino ricordando che la Via Crucis non è solo memoria del dolore di Gesù, ma un invito a imparare a scegliere il bene ogni giorno, proprio come insegnano molte proposte educative diffuse nelle parrocchie italiane e pensate per i più giovani, dove la croce diventa simbolo di amore, coraggio e responsabilità.
Le stazioni, distribuite lungo alcune vie del paese, sono state animate dai ragazzi stessi, che hanno letto preghiere e brevi riflessioni; parole semplici, gesti simbolici, richiami alla vita quotidiana, come imparare a rialzarsi dopo una caduta, aiutare chi è in difficoltà, non rispondere al male con il male, accettare le piccole “croci” di ogni giorno.
In particolare, alcune stazioni sono state arricchite da segni preparati dai gruppi di catechesi: un cuore per ricordare l’amore gratuito, una piccola pietra per simboleggiare le difficoltà, un fazzoletto per asciugare le lacrime di chi soffre, un ramoscello per indicare la speranza. Sono elementi che richiamano molte proposte nazionali rivolte ai ragazzi dagli 8 agli 11 anni, dove la Via Crucis diventa un cammino educativo capace di collegare la vita quotidiana alla Passione di Gesù.
Don Matteo, durante le soste, ha parlato ai bambini con uno stile diretto e affettuoso, ricordando che Gesù non cammina mai da solo e che ogni gesto di bontà, anche piccolo, può cambiare la giornata di qualcuno. Ha invitato i ragazzi a guardare la croce non come un simbolo di tristezza, ma come la prova più grande dell’amore di Dio, un amore che chiede di essere imitato nella scuola, in famiglia, nello sport, nell’amicizia. Ha anche rivolto un pensiero a chi vive momenti difficili, ricordando che la comunità cristiana è chiamata a farsi vicina a chi soffre, come molte iniziative di preghiera in Italia sottolineano, anche in contesti particolarmente delicati.
Il cammino si è concluso all’oratorio, dove i ragazzi hanno formato un grande cerchio attorno alla croce.
Don Matteo ha invitato tutti a un momento di silenzio, poi ha impartito la benedizione finale, ringraziando catechisti, famiglie e soprattutto i bambini donando loro una piccola croce, “protagonisti di una fede semplice ma luminosa, capace di parlare al cuore di tutta la comunità”.
G. P.







