DON STEFANO COMMENTA IL VANGELO DELLA DOMENICA “IN ALBIS”

Non c’è nulla che può tenere lontano Gesù dai suoi discepoli. Né le loro paure Né la loro vergogna Né quel terribile senso di colpa che pesa sul loro cuore Viene in mezzo a loro mentre erano chiusi nel Cenacolo. E non viene per giudicarli o condannarli, per rimproverarli, per calcare la mano su un senso di colpa insopportabile. Viene per offrire la Pace, la somma dei doni. Viene per offrire il perdono. Viene perché abbiamo il coraggio di guardare le ferite delle mani, dei piedi e del costato, che dicono in maniera inequivocabile quale è la strada da seguire per giungere alla pienezza della vita.
Non devono mai dimenticare il male e le prove, dove si sono perduti e ricordare che c’è un amore fedele fortissimo, vincente e fecondo.
Capiterà ancora il male, capiteranno le prove, saranno avvolti da paure ma non dovranno mai dimenticare che lui è il Signore della vita, che il suo amore è vincente, la sua misericordia sbaragliante.
Viene loro per affidare loro la sua stessa missione. I discepoli hanno la stessa missione di Gesù. Non un’altra…la stessa.
Torna dopo una settimana per confermare la sua pazienza, perché ciascuno deve fare una esperienza personale della sua risurrezione.
Viene quando la sua comunità non riesce a essere all’altezza della testimonianza di cosa significa essere discepoli del risorto, viene ma non annulla la missione, viene per un dono in più e non per sottrarre qualcosa, per ritrattare le sue intenzioni, riprendersi i suoi doni.
Viene per assicurare ancora e ancora la sua presenza significativa e molto concreta nella loro vita. il dono dello Spirito Santo sarà la possibilità in ogni attimo della loro vita di essere persone capaci di amare come ama il Padre e come ama il Figlio.
Il loro impegno non dovrà essere quello di un amore da conquistare ma di un amore da diffondere con la loro stessa vita.
Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo