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RUBRICA RACCONTI BESTIALI: “QUANDO UN SINTOMO NON È UN DISPETTO”

VALSASSINA – Nuova puntata della rubrica di VN dedicata al mondo degli animali – in particolare (ma non solo) quelli che ci sono più vicini e fanno proprio parte delle nostre famiglie. RACCONTI BESTIALI è uno spazio quindicinale che ogni due settimane ci accompagna alla scoperta dei nostri amati cani, gatti e altre creature da comprendere per apprezzarle al meglio. A cura delle veterinarie Rosa Gorio ed Elisabetta Mariani.

RACCONTI BESTIALI – Quando un sintomo non è un dispetto

Nella mia professione di medico veterinario esperto in comportamento, vengo chiamata da famiglie con gatto soprattutto per un motivo prevalente: la minzione in luogo inappropriato… diversamente chiamata da alcuni proprietari “mi fa il dispetto di farla fuori dalla lettiera”.

In generale ogni manifestazione di disagio, fisico o psichico, non deve assolutamente essere chiamata “dispetto”, perché non è tale e perché senza un approccio adeguato, il rischio è il peggioramento di uno stato patologico organico o comportamentale.

Infatti le urine deposte in luogo diverso dalla lettiera sono il sintomo di un disagio, che può interessare sia la sfera comportamentale che l’ambito organico, o spesso entrambe.

Ma partiamo, come sempre, dall’inizio, cercando di capire qualcosa in più sul comportamento eliminatorio del gatto.

I gattini appena nati non urinano né defecano, senza l’intervento di leccamento materno, che va a stimolare il riflesso urogenitale.

Intorno alle tre settimane di vita i piccoli cominciano ad acquisire il controllo degli sfinteri e a ricercare, dunque, un luogo appropriato per le eliminazioni.

I gatti che vivono liberi, tendenzialmente, seguono la mamma in luoghi sabbiosi o con terra morbida e, imitando il comportamento materno, o di altri gatti adulti presenti, imparano la sequenza eliminatoria completa.

Una sequenza?!? Ebbene sì, Sia minzione che defecazione richiedono fasi accurate in cui il felino ricerca olfattivamente il luogo giusto, scava con gli arti anteriori, elimina e poi ricopre nuovamente, con controllo olfattivo successivo.

Quando il gatto non ha accesso all’esterno, si adegua ad utilizzare come toilette una comoda lettiera con substrato biodegradabile o no, in cui possa riprodurre ciò che farebbe in luogo naturale, con la sequenza completa, appresa appunto in giovanissima età dal comportamento materno.

Ci sono però dei momenti della vita in cui il gatto, pur essendo un animale estremamente pulito, può eliminare fuori dalla sua lettiera: eliminazioni in luogo inappropriato (solitamente indicative di un disagio psichico o fisico), minzioni emozionali o marcature.

La più semplice da individuare è la vera e propria marcatura, emessa in verticale, con la coda dritta e vibrante, con modalità “a spruzzo”, che ha significato comunicativo in ambito sociale.

La minzione emotiva più frequente è quella invece che il gatto, in situazione di forte stress acuto, può emettere in caso, per esempio, di trasporto in automobile, se non abituato (accompagnata spesso da defecazione e vocalizzi di terrore).

Ma ciò che fa più frequentemente scervellare famiglie e professionisti è l’eliminazione in luogo inappropriato: il gatto sceglie di deporre le proprie urine, in orizzontale, con la sequenza conservata, ma non nella lettiera, bensì su altri substrati (pavimento, sanitari del bagno, letto, divano…)

La prima cosa da escludere in queste situazioni è che sia in atto una cistite: è opportuno contattare il medico curante e valutare un esame delle urine raccogliendole con una siringa dal luogo di deposizione, se possibile, o in alcuni casi anche con prelievo diretto, per cistocentesi ecoguidata svolta dal veterinario.

L’analisi delle urine rivelerà se è presente uno stato infiammatorio della vescica, urolitiasi o un’infezione che sicuramente sono all’origine del sintomo sopradescritto.

Alcune cistiti sterili, cioè senza infezione, possono essere causate da stress acuto o cronico e in tal caso si parla proprio di cistite idiopatica felina (FIC) o cistite da stress… e qui la situazione cambia, perché è indispensabile, per fare stare meglio il gatto, agire anche con una valutazione comportamentale, ambientale e relazionale per comprendere quali siano stati i fattori scatenanti.

Ciò che si valuta sempre, in sede di raccolta anamnestica, è la presenza di altri animali conviventi, della loro relazione, del cambiamento del gruppo famigliare o dell’ambiente di vita.

Altrettanto importante è valutare il numero di lettiere a disposizione in casa, il substrato scelto, lo stato di igiene e la loro posizione rispetto a porte e finestre.

Un gatto disturbato o “schifato”, non eliminerà volentieri e, trattenendo le urine, andrà a deporle in luoghi più tranquilli o più puliti.

Ciò che non dobbiamo mai dimenticare è che trovare urine fuori dalla lettiera non è MAI un dispetto, ma sempre un sintomo di un disagio, che va affrontato con il professionista e spesso richiede un intervento su più fronti.

Dr.ssa Rosa Gorio

Presentazione delle nostre professionalità

Eccoci qui! Come quando si entra in una casa nuova sono d’obbligo le presentazioni: siamo le dottoresse Rosa Gorio, medico veterinario esperto in comportamento ed Elisabetta Mariani, biologa con indirizzo fisiologico etologico.

Entrambe siamo educatori cinofili con approccio cognitivo zooantropologico e ci occupiamo prevalentemente di cani, ma non solo.

Questa rubrica vuole raccontarvi delle curiosità sul mondo dell’animalità, ma anche sfatare miti e false credenze sulle creature grandi e piccole che popolano il nostro mondo, in particolare il nostro territorio valsassinese.

Non siamo “autoctone”, ma abbiamo scelto di vivere in Valsassina con le nostre famiglie, quindi ci perdonerete se parliamo di questo territorio come anche un po’ nostro: questa valle ci ha adottato e fatto sentire parte di questa comunità. La nostra formazione parte dall’Università perché entrambe abbiamo scelto delle facoltà che hanno come obiettivo lo studio del mondo animale e del suo benessere, pertanto il nostro percorso si è sempre arricchito di stages e specializzazioni che ci hanno portato ad avviare delle professioni con questi tipi di indirizzo.

Siamo unite, oltre che da un’amicizia decennale, anche dalla passione per la pedagogia, l’etologia e la comunicazione nel mondo animale. Il nostro approccio si differenzia dal metodo addestrativo in quanto tiene conto del mondo sistemico e del gruppo sociale a cui appartiene quell’animale, quindi per noi le modalità di intervento sono di carattere multidisciplinare.

Ci piace sognare e, in collaborazione con ATS Monza Brianza, abbiamo avviato delle serate per il conseguimento del “patentino per proprietari di cani” in modo da fornire più informazioni possibili, sostenute da persone qualificate, per fare cultura in ambito cinofilo, ma non solo. Grazie a questa opportunità, potremo arrivare a più persone e fare conoscere questo mondo e questo approccio che caratterizza le nostre professionalità e il nostro sguardo sul mondo.

Vi aspettiamo!

Dr.ssa Elisabetta Mariani

Biologa e Formatrice
Istruttrice cinofila
con approccio CZ

Dr.ssa Rosa Gorio

Medico Veterinario esperto in comportamento
Educatore cinofilo con approccio CZ

 

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