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LA LETTERA: “MAI CONFIDARE TROPPO DELLE AMICIZIE DELLA POLITICA…”

Cogliendo la palla al balzo con l’occasione delle elezioni amministrative di metà maggio si sono rivisti in giro i cosiddetti “benefattori del popolo” dei quali non si sentiva certo la mancanza.

Questi amiconi della Valle già stanno tuttavia e furtivamente brigando per imbastire un abito che sia politicamente più presentabile alla corposa quanto impegnativa tornata elettorale della primavera 2024. Condividendo le preoccupazioni di altri è invitabile che se ne parli, se non altro per ricordare ai valsassinesi che per il bene del loro paese, quello in cui abitano e spesso lavorano, è bene impegnarsi di persona o è inutile lamentarsi a posteriori se nelle monoliste comunali circoleranno le solite logore figure e le stesse facce da trenta o quarant’anni. Il cosiddetto “potere” anche nei piccoli borghi evidentemente non fa schifo e certo non logora chi vorrebbe continuare a tenerselo stretto soprattutto in questo passeggero tempo di vacche grasse. Un motivo indubbiamente ci sarà.

Visto l’attaccamento alle ben retribuite cariche pubbliche ma anche a uno strapuntino qualsiasi, c’è da augurare ai riciclati protagonisti di confidare convintamente nella buona sorte ma se incappassero in altre burrasche sappiano e anzi si ricordino che la porta degli amici della politica la si trova spesso chiusa. In vista del naufragio e forse tardivamente vorrebbero a quel punto recuperare i sentimenti della verace amicizia montanara che non nega anche ai più impenitenti voltagabbana una pacca sulla spalla e un piatto di minestra ma non si illudano. Forse ancora non lo sanno ma i più a rischio sono proprio quelli che, illusoriamente, oggi si sentono “arrivati” e dunque inattaccabili perché circondati da presunte amicizie pseudopolitiche che al momento e in modo assai opportunistico confidano in così prestanti condottieri. Le quotidiane cronache giornalistiche in tal senso ci informano e ci illuminano sugli incidenti di percorso di molti amministratori pubblici e sulle inevitabili conseguenze, infatti: “Il falso amico è come l’ombra che ci segue finché dura il sole”.

Come si dice da lungo tempo non c’è però limite al peggio e se l’aforisma solitamente si riferisce a situazioni che per qualche motivo già barcollano, nel frangente, è più significativo l’aspetto di novità amministrativa considerato che in alcune municipalità si intravvede la ghiotta occasione di servire in tavola energie fresche e un rinnovamento degno di questo nome ma ciò non esclude la possibilità che possano tornare in auge personaggi triti e ritriti. Non è infatti un segreto di stato che qualcuno di questi stagionati buontemponi stia di nuovo studiando da primo cittadino, augurandosi che nel frattempo si risolvano positivamente eventuali e chiacchierate “pendenze”.

Conoscete qualcuno di questi disinteressati e aitanti eroi dei giorni nostri? Come disse quel saggio: “L’ironia salverà il mondo”.

Un valsassinese