NUOVA LETTERA: “CASSINA, DOV’ERANO LE PERSONE CHE DOVEVANO CONTROLLARE?”

Faccio seguito alla lettera di una vostra lettrice in data 06/07/25 dal titolo “CASSINA, DISTRUTTO IL BOSCO SULLA STRADA PER MEZZACCA” e alla successiva risposta del sindaco.
Anch’io, come la vostra lettrice, sono un assiduo frequentatore della Valsassina e in particolare della zona in questione. Sono rimasto esterrefatto per l’intervento scellerato perpetrato ai danni della vegetazione e all’ambiente, ma ancor di più sorpreso dalla risposta del sindaco che lo giustifica come “un lavoro necessario, volto alla messa in sicurezza di una strada complicata, soggetta a cedimenti e attraversata da mezzi pesanti”.
Proprio in tema di sicurezza: eliminare tutti gli alberi e gli arbusti da una montagna scoscesa in cui passa una strada è estremamente rischioso poiché le radici stabilizzano il suolo limitando i rischi ambientali, geologici e infrastrutturali associati. Senza vegetazione, la coesione del terreno diminuisce e, con la pioggia, il rischio di frane superficiali o profonde aumenta drasticamente. Le piante rallentano il deflusso dell’acqua piovana e trattengono il suolo. L’instabilità del versante può compromettere la struttura della strada con seri rischi di cedimenti, fessurazioni e crolli.
Tralasciando i temi non altrettanto importanti che riguardano la perdita della biodiversità, credo e spero che prima di effettuare questo intervento sia stata fatta un’analisi geomorfologica dettagliata del versante seguita da indagini geotecniche e geologiche sul campo oltre a uno studio idrologico e idraulico dell’area. Forse una potatura con abbattimenti selettivi sarebbe stata più opportuna, meno rischiosa e avrebbe ottenuto un migliore risultato nel tempo.
A ogni modo, se lo scopo è stato quello di mettere in sicurezza la strada, a oggi quella strada senza parapetti in diversi punti diventa estremamente pericolosa al transito dei mezzi e delle persone e mi auguro vivamente di non dover leggere su queste pagine notizie tragiche, pensando soprattutto all’approssimarsi della stagione invernale quando il manto stradale diventa spesso scivoloso.
Leggo fiducioso che i parapetti e altre misure di sicurezza verranno installate, ma le tempistiche mi allarmano pensando che per avere i fondi necessari alle opere il Comune dovrà partecipare a un bando della Comunità Montana. Forse parte di quei fondi andrebbero anche utilizzati per ripristinare l’attuale strada agrosilvopastorale che da Mezzacca conduce appena sopra l’abitato di Moggio ciò per evitare che la frazione di Mezzacca prima o poi venga isolata nel caso malaugurato che la strada dovesse diventare inagibile.
Segnalo inoltre che il medesimo degrado ai danni della vegetazione è stato compiuto alla bellissima pineta retrostante la fontana che si trova di fronte al Maso Zambo che è stata completamente eliminata come si vede dalla foto:

Segnalo inoltre come durante gli ultimi anni tutta la rigogliosa vegetazione che si poteva ammirare dalla chiesetta di Mezzacca ora non esiste più e la montagna risulta essere completamente deturpata. Col cerchio rosso è evidenziato uno splendido bosco di larici ora completamente abbattuto e coi cerchi gialli la vegetazione autoctona oggi completamente danneggiata.
Mi chiedo come sia stato possibile lasciare che tutto ciò avvenisse e soprattutto se questi lavori siano mai stati autorizzati dalle amministrazioni locali che dovrebbero preservare il territorio anziché distruggerlo oppure sia stata una libera iniziativa di qualche privato e, in questo caso, dov’erano le persone che avrebbero dovuto controllare?


Gianluca Fantoni