TROPPO TARDI. I FRATELLI SCARICANO LIBERI: “A PARLASCO INIZIATIVA PERSONALE”

LECCO – Arriva oggi il comunicato del direttivo lecchese di Fratelli d’Italia che prende le distanze dalla candidatura di Luca Liberi contro il leghista Dino Pomi a Parlasco, ma il tempismo è quantomeno curioso: la nota arriva quando la lista è già sul tavolo e il centrodestra lecchese è già in piena campagna per Lecco.
La sensazione è quella di una smentita tardiva, utile più a salvare l’immagine del partito che a chiarire davvero la vicenda.
Il comunicato di Fratelli d’Italia Lecco

Nel testo, il direttivo provinciale dice di non riconoscersi nell’“iniziativa personale” di Liberi, definendola una dinamica locale e civica che non coinvolge il partito, e ribadisce che FdI non sarà impegnata nella campagna comunale di Parlasco.
La stessa nota però (a firma di Pietro Fiocchi “per conto di Alessandro Negri – Presidente Provinciale di Fratelli d’Italia”), sposta subito il baricentro su Lecco e sulla candidatura Boscagli, confermando che l’obiettivo politico vero è altrove, ribadendo “con forza, al contrario, la piena unità del centrodestra negli enti sovracomunali e la massima convergenza politica in vista del fondamentale appuntamento elettorale di Lecco, a sostegno della candidatura di Filippo Boscagli“.
Il nodo politico
Il punto che stona è che proprio tre “Fratelli” erano stati all’origine della caduta di Dino Pomi qualche mese fa, aprendo la crisi che ha portato alle dimissioni del sindaco leghista – mettendo oltretutto in difficoltà il presidente della Comunità Montana Fabio Canepari (assessore esterno proprio a Parlasco).
Ora il partito meloniano prova a presentarsi come estraneo alla contesa del paesino, ma la storia racconta altro: prima il colpo interno, poi la prudenza di facciata.
Una presa di distanza “comoda”
In sostanza, FdI scarica Liberi quando la partita si fa scomoda, dopo aver tollerato o comunque lasciato maturare una dinamica che ha spaccato il centrodestra – certo non solo nel piccolo Comune valsassinese. È una mossa che suona come una correzione d’emergenza, più che come una linea politica coerente. E pare paventare il timore di uno scontro frontale su tutta la linea con la Lega.
RedPol
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