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UN GRAVE LUTTO PER LA VALSASSINA: È MANCATO NELLO CADDEO

LECCO – La Valle perde Leonello Caddeo, per tutti semplicemente Nello, figura molto conosciuta e stimata per la sua attività di scultore del legno, maestro d’ascia e appassionato di fotografia. La sua storia personale e professionale ha intrecciato Sardegna e Valsassina, lasciando un segno profondo nella comunità locale. Era stato anche amministratore pubblico, a lungo, a Moggio in qualità di consigliere e assessore. Si è spento all’eta di 84 anni, lascia la moglie Diana.

Una vita di lavoro e passione

Nato a Ghilarza, in Sardegna, nel 1941, Caddeo arrivò in Lombardia dopo un’infanzia segnata da povertà e da prove durissime, costruendosi con tenacia un percorso umano e professionale fuori dal comune.

Dopo gli inizi come cameriere e gli anni di formazione artigiana, aprì a Pasturo il suo laboratorio, diventato nel tempo un punto di riferimento per il paese e per molti giovani interessati alla scultura e alle arti manuali.

“Un giorno che con alcuni amici ero andato ad Artavaggio, avevo notato il cartello AFFITTASI su un locale nella via centrale di Moggio”. Con un altro giovane, nipote del suo datore di lavoro, nel 1973 vi apre un laboratorio di scultura e uno studio di fotografia. Per poterlo fare deve iscriversi come “artigiano” superando un esame: “C’era un certo signor Crippa che, nonostante alcune resistenze di altre persone e in parte dell’Amministrazione del Comune, apprezza il mio lavoro e così ottengo una prima licenza”.
Dal ‘Grinzone’

Il legame con Pasturo

Il suo nome è legato soprattutto a Pasturo, dove lavorò per decenni e dove la sua casa-laboratorio divenne un luogo di incontro, cultura e artigianato. Caddeo non fu soltanto un artigiano, ma anche un divulgatore di saperi, capace di trasmettere competenze, entusiasmo e curiosità a chiunque volesse imparare.

La sua presenza ha contribuito a dare prestigio alla comunità valsassinese, anche attraverso diversi riconoscimenti.

Il laboratorio di Moggio era troppo piccolo… io ero alla ricerca di un posto dove poter vivere e lavorare, una casa/laboratorio se così posso dire. A Pasturo, sulla Via Provinciale di fronte all’area dove da alcuni anni si realizzava la ‘Sagra delle Sagre’, era in vendita una porzione di edificio rurale, stalla e abitazione con un vasto terreno attorno. Una vera opportunità. Nel 1981 lo prendo in affitto e finalmente, dopo una trattativa non facile per diversi aspetti, nel 1987 riesco ad acquistarlo ed inizio a pensare ad una ristrutturazione per potermi trasferire sia come abitazione che come attività”.
(Il Grinzone, n. 73)

Un ricordo che resta

Le testimonianze raccolte negli anni raccontano un uomo libero, generoso e profondamente legato alle proprie radici, capace di mantenere viva la memoria della Sardegna senza smettere di sentirsi parte della Valsassina. La sua scomparsa rappresenta quindi non solo una perdita affettiva, ma anche culturale per tutto il territorio.

RedCro

 

UN RICORDO PERSONALE
Sta lì nella sala di casa mia, da almeno 30 anni, quel ‘Carlino‘, personaggio tipico col cappello di una volta, intagliato nel legno dalle abili mani di Nello. Me lo volle regalare la prima volta che lo incontrai nel suo laboratorio; non ci fu verso di rifiutare quel dono, spontaneo, a uno che il maestro non aveva mai visto prima.
Ho saputo poi che per lui, il povero Leonello, era quasi una prassi.

Lo voglio ricordare così, il sorriso a sua volta “intagliato” in un volto che più sardo non poteva e la stretta di mano schiaccia-dita. Un uomo generoso, materialmente e nel regalare agli altri il patrimonio di conoscenze di cui era dotato.

Ciao Nello, manchi già.
Sandro Terrani