SONO DI LANFREDINI I RESTI RITROVATI NEI BOSCHI FRA TACENO E VENDROGNO

CRANDOLA – A oltre sei anni dalla sua scomparsa, è arrivata l’ufficialità: i resti rinvenuti il 31 marzo 2025 in un casolare di Presallo, sopra Vendrogno, sono di Osvaldo Lanfredini, operaio di Crandola Valsassina classe 1969, appassionato di montagna e di funghi, “svanito nel nulla” nel gennaio 2020. L’identificazione è stata possibile grazie agli accertamenti disposti dalla Procura della Repubblica di Lecco dopo il ritrovamento dello scheletro, rimasto a lungo esposto agli agenti atmosferici nei boschi della Muggiasca.
La conferma arriva dal sindaco di Crandola, Matteo Manzoni, che in questi anni non ha mai smesso di seguire il caso del suo compaesano, finito anche nelle trasmissioni nazionali dedicate alle persone scomparse. “La Questura – spiega a VNil primo cittadino – ha scritto a tutti gli uffici di pubblica sicurezza e protezione civile del Comune di Crandola per la sospensione delle ricerche e la Procura ha dato il nulla osta per i funerali, aspettando il via libera dal Comune di Bellano, dove erano stati ritrovati i resti”.
Solo dopo questo passaggio formale, le spoglie di Lanfredini potranno essere recuperate e restituite ai familiari. “Poi ci accorderemo con i parenti, due sorelle e un fratello che abitano lontano da qui – aggiunge Manzoni –. Non si sa quindi ancora dove e quando saranno le esequie“.
Una pagina dolorosa per l’Alta Valsassina che si chiude, almeno dal punto di vista giudiziario e amministrativo, mentre la comunità di Crandola si prepara a dare finalmente un ultimo saluto a Osvaldo.
RedCro
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